07/02/2007 | di Alberto Di Felice
Assassini nati - Natural Born Killers ***½ Facile prendersela con la tv che coltiva mostri per sfruttarli. Forse anche doveroso, soprattutto se si parla dell'ipertrofica patria di nascita del mezzo. Più passa il tempo e più appare evidente che le brutture del sistema si stan trapiantando acriticamente nella società di massa italica, con qualche ovvio adattamento di costume. Nel 1994 doveva sembrare proprio eccessiva la sequela di caricature a collage di Natural Born Killers: da noi non erano ancora arrivati i vari reality e programmi importati che oggi compongono i palinsesti delle tv satellitari. Non esisteva neppure MTV Italia. Ora, secondo voi, quanto impiegheremo perché Studio Aperto o l'Italia sul 2 si trasformino in cacce all'uomo con inseguimenti ripresi in diretta da un elicottero?

Gli assassini nati di Stone sono renegade delle sitcom gioiose che guardavano nelle loro villette suburbane dell'America profonda, mentre i genitori agivano nei loro confronti in maniera molto meno gioiosa. Il bel Mickey (Woody Harrelson) salva la bella Mallory (Juliette Lewis) dalle grinfie del babbo, si sposano col sangue e versano quello di casuali avventori. Diventeranno vere Star.

Stone imbandisce una satira spietata e quasi sgrammaticata nel suo rincorrere un linguaggio televisivo e para-televisivo: fra flashback in forma di situation comedy e report con telecamera e microfono puntati sull'azione come il muso di uno squalo, tutto è reality o comunque prodotto di veloce consumo per un pubblico talmente assuefatto che non sa più accorgersi che ciò che viene trasmesso è sempre la solita roba. Robert Downey Jr. è grande come reporter d'assalto, opportunista come la scuola di giornalismo ed anni di esperienza da squalo gli hanno insegnato: per un po' sembra anche umano, ma la giusta punizione non lo risparmierà.

La deformazione sintattica serve un mondo grottesco purtroppo ben rintracciabile in avvenimenti e personaggi che denunciano un sistema profondamente marcio dall'interno. Tommy Lee Jones fa il boss della prigione, e per caricaturale che voglia essere non è fuori dalla vera cultura "rieducativa" americana, quella che in alcuni Stati dell'Unione crede sia bene rinchiudere i minorenni come normali adulti. Come usuale in Stone, non è un approccio che va per il sottile, è da prendere o lasciare.
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