07/02/2007 | di Alberto Di Felice
**½In fondo poche cose sanno rassicurare noi Italiani come i luoghi comuni positivi che ci portiam dietro. E' garantito che, sotto sotto, anche il più cosmopolita dei nostri si riempia di orgoglio quando uno straniero loda la nostra cucina ed il nostro sole. L'unica "critica" all'essere italiano che troverete qui è che siamo sempre in ritardo.
Sandra Nettelbeck scrive e dirige una lieve commedia sul guarimento dalla solitudine, con sempre d'uopo retrogusto culinario, senza sorprese ma anche senza pesantezze; soprattutto con tre interpreti che si appassionano nel decorare con armonia e grazia il piatto da servire.
















