11/02/2007 | di Alberto Di Felice
**½Il concetto della pellicola è immediato ed onesto, esplicitato sin da subito dalla didascalia d'apertura. Si usa un collaudato meccanismo Rashomon, mescolato con una buona immagine della decadenza losangelina post-anni '70, per dare un'idea sfuggente — più d'atmosfera che logica — di quel che è successo. Infatti non si finisce l'opera e ci si limita a proiettare Holmes e la sua Dawn (Kate Bosworth) verso un futuro raccontatoci, ancora, dalle asciutte didascalie finali.
Per buona parte l'impresa è riuscita anche, pur narrando, omette di dire cose apprezzabili su colui che sarebbe importante: il protagonista.
















