11/02/2007 | di Alberto Di Felice
The Commitments** L'assortimento di una variegata umanità apparentemente senza speranza in una qualche sonnacchiosa cittadina britannica. Per tirar su uno strip show o una soul band, più o meno siamo lì.

The Commitments del buon Alan Parker ha per cornice una Dublino che nei primi anni '90 doveva ancora tirarsi su per diventare una fra le città più dinamiche d'Europa. Nei suoi bassifondi si nascondevano i bianchi più neri del mondo, dubliners improvvisatisi soul men grazie alla caparbietà del giovane impresario Jimmy Rabbitte (Robert Atkins), di un rosso cantante dalla voce che colpisce (Andrew Strong) e di un più attempato trombettista che ha suonato con i grandi d'America (Johnny Murphy).

Divertimento (memorabile il montaggio delle audizioni) e buona musica in attesa di Wilson Pickett. Arriverà, non arriverà? I sogni di gloria saranno infranti? Peccato che, in un finale che usa troppo live e fa azzuffare sempre più confusamente i componenti della band, il messaggio di speranza nella ritrovata determinazione per questi ragazzotti un tempo — e, alcuni, presto nuovamente — squattrinati nessuno risulti un po' annacquato.

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