12/02/2007 | di Alberto Di Felice
**½La sceneggiatura di Armyan Bernstein e Dan Gordon si ispira all'autobiografia scritta in prigione ("The 16th Round") e al libro "Lazarus and the Hurricane" di Sam Chailton e Terry Swinton. Questi ultimi
Sorvolando tali dati accessori, Hurricane si presenta come un dramma molto ben strutturato e diretto con piglio sicuro dal navigato Norman Jewison (La calda notte dell'ispettore Tibbs e Agnese di Dio, fra gli altri). È particolarmente efficace —ed è tema centrale— il modo in cui si lega già dalle prime scene la salvezza del protagonista alla sua passione per la scrittura: la biografia di Carter sarà ritrovata da Lesra in un mercatino a sette anni dalla sua uscita e lo porterà ad appassionarsi alla sua vita. Jewison sfrutta al meglio tutti i suoi interpreti, a cominciare dal dedicato Washington. I caratteri secondari sono di molto snelliti a favore di una narrazione meno complicata possibile. Il personaggio del sergente Della Pesca (Dan Hedaya, Le ragazze della casa bianca), ad esempio, è un coniglietto tirato fuori dal cilindro per incarnare le persecuzioni di un sistema che fa ancora fatica ad accettare che i neri non debbano più cedere il proprio posto sull'autobus. Non è un cinema sottile, ma è solido e d'impatto.
















