14/02/2007 | di Alberto Di Felice
***½ Una New York notturna e 90' di pellicola. Basta questo al classico di Walter Hill, suo terzo lungometraggio prima de I cavalieri dalle lunghe ombre, per potersi dir tale. Con l'immediatezza di una trama snella, pronta ad introdurre scorribande di gang rivali, il film si posiziona a metà fra il noir, il western e la fantascienza (l'idea originale di Hill era di ambientarlo in un futuro imprecisato), anticipando un altro film che farà epoca come il di poco successivo 1997 — Fuga da New York di Carpenter.Riuniti nel Bronx sono nove rappresentanti per ogni gang della città, convocati da Cyrus (Roger Hill), capo dei Riffs, che è intenzionato a riunirle per formare un esercito con schiacciante superiorità numerica sulla polizia ed impossessarsi della metropoli quartiere per quartiere. Durante il suo discorso viene assassinato da Luther (David Patrick Kelly, T-Bird de Il corvo), capo dei Leather Boyz, che fa ricadere la colpa sui Guerrieri. Per loro, guidati da Swan (Michael Beck), inizia la fuga per tornare salvi a Coney Island.
Coreografato a mo' di musical, con un'alternanza stretta di luoghi e personaggi inframezzata dalla voce della deejay di Lynne Thigpen, I guerrieri della notte è quasi la presentazione distorta del passaggio da incubo da un'era all'altra, dai '70 agli '80, un'iconografia urbana che di lì a poco lascerà New York ai sogni di Saranno Famosi.
















