15/02/2007 | di Alberto Di Felice
American Graffiti***½ In un'America che non si sentiva ancora lontano dal paradiso, il sogno stava per svanire. Nelle loro macchine con autoradio che non smettevano mai di diffonder musica come sottofondo di un'epoca, fra sfide, balli scolastici e tavole calde, quattro ragazzi ed altrettante ragazze si preparavano, sul finire dell'estate del 1962, a diventare adulti e compier scelte che, per decisive che potessero essere, erano ancora spensierate.

Curt (Richard Dreyfuss) è il più combattuto. Come Steve (Ron Howard), sta per partire per un college all'est, ma non è sicuro di volerlo fare. È convinto che una misteriosa donna bionda incrociata sulla terza strada, che domina i suoi pensieri, gli abbia sussurrato «Ti amo». Steve e la sua ragazza Laurie (Cindy Williams) devono accettare l'idea di separarsi. Terry (Charles Martin Smith) e John (Paul Le Mat) resteranno nella piccola cittadina a far le solite cose. Il primo, impacciato, cerca di rimorchiare una ragazza con l'auto di Steve — e trova Debbie (Candy Clark); il secondo sa solo far gare di velocità con la sua auto truccata, ma gli tocca sopportare la dodicenne Carol (Mackenzie Phillips).

American Graffiti è ricordato per il suo cast di giovani all'inizio della carriera. Per Ron Howard, ad esempio, doveva ancora arrivare, meno di un anno dopo, Happy Days. Ambientato in una cittadina del nord della California in omaggio alla Modesto dove è cresciuto Lucas, il film si compone di una serie di aneddoti che seguono la serata dei vari protagonisti. Fino ad un prefinale che si avvicina al tragico, con l'incidente durante la gara fra John e Falfa (Harrison Ford). Nessuno è ferito, e il giorno dopo Steve e Curt possono prendere l'aereo verso la loro destinazione. Le didascalie finali, con foto da album scolastico dei quattro amici, spiegano in poche parole e tono sensibilmente amaro cosa il futuro riserverà loro. I personaggi della misteriosa bionda e del deejay Lupo Solitario (Wolfman Jack) sfumano ed avvolgono la pellicola di un tenue senso di mistero che assieme alle luci della speranza getta l'ombra della perdita dell'innocenza.
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