22/02/2007 | di Alberto Di Felice
**½ In onore alla massima secondo la quale una volta che qualcuno ha un'idea è bene riciclarla, anche James Bond ha bisogno di un prequel. Un'altra massima di product development qui applicata dice che gli eroi degli anni 2000 devono essere umanizzati. Così il nuovo James Bond (Daniel Craig, che ha sconfitto il mio scetticismo) è sì più prestante e marzialmente artistico, ma è anche meno spensierato e più problematico. Le donne non gli mancano, comunque, e anche queste sono un po' meno volatili. Sono finiti i tempi in cui Bond amoreggiava guardando l'orologio e rispondendo al telefono. La Bond Girl Caterina Murino, ad esempio, cede volentieri alle lusinghe (ma non si farà niente: quasi un sacrilegio) ma non è un oggetto: è una moglie che si gode la vita e decide lei. È lei che risponde al telefono. Vesper Lynd di Eva Green, poi, fa sciogliere il nostro — darà persino le dimissioni.Bond si guadagna la licenza di uccidere incorporata nel doppio zero, combina qualche imbarazzo diplomatico facendo saltare un'ambasciata, continua a far di testa sua e alla fine è l'unico che sa giocare da vero giocatore. M (Judi Dench) è suo malgrado costretta ad iscriverlo ad una gara di poker organizzata dall'obiettivo Le Chiffre (Mads Mikkelsen, Le mele di Adamo). Al suo fianco Vesper Lynd e l'uomo in loco Giancarlo Giannini.
Un inizio che di migliori non se ne posson chiedere, sequenze d'azione (grande quella all'aeroporto) che continuano con la stessa qualità, un sottofinale romantico che quasi tocca corde disperate. La costruzione è perfettamente adrenalinica, ed è combinata con piccoli tratti intimisti e più "psicologici" (o quantomeno di nervi) nella fase centrale al casinò. Si ha la decenza di non pompare il film di nessun ammiccamento o veloce modello, tant'è che stranamente mi verrebbe voglia di rivederlo anche subito. Insomma, anche dati gli ultimi banalissimi esempi di umanizzazione a fini commerciali pronti per esser dimenticati all'istante (penso a M:I-3), Casino Royale dà le sue belle soddisfazioni.
















