27/02/2007 | di Alberto Di Felice
Happy Feet** Fresco vincitore dell'Oscar come miglior film d'animazione, Happy Feet va sul sicuro, anche se sembra tutto il contrario. Apparentemente è una bizzarra e adorabile favola che vede un pinguino/brutto anatroccolo trovare la sua strada nonostante tutto, con in più un bello spirito animalista ed ambientalista. In realtà sfrutta convenientemente i teneri pinguini che dopo La marcia dei pinguini e Madagascar (vedasi i piccoli pinguini messicani capitanati da Ramón, voce originale di Robin Williams) vanno alla grande, inventandosi qualche coreografia su pezzi noti (i genitori del pinguino coi piedi felici si innamorano sulle note di "Kiss" di Prince) e un po' di tip-tap, e più che avere uno spirito ambientalista fa un po' di predica ambientalista.

Mambo (nome originale Mumble, e voce originale di Elijah Wood) nasce da una coppia particolarmente talentuosa nel canto, attività nella quale i pinguini eccellono. Ma il papà Memphis (Hugh Jackman) ha fatto cadere il suo uovo e Mambo è stonato: non è mai esistito un pinguino stonato. Per di più i suoi piedini non stan mai fermi, e appena può si liberano in un'esibizione di tip-tap. Rinnegato dai suoi simili, Mambo trova degli amici in un gruppetto di pinguini di diversa specie (e diverso accento, spagnoleggiante), che sembrano apprezzare la sua stranezza. Assieme si daran da fare per risolvere il mistero degli "alieni" che sembra facciano sparire tutti i pesci.

Happy FeetLa particolarità del film sta come detto nei numeri musicali, coreografati come enormi e magnifiche scene di massa. Tematicamente c'è del meritevole: la diversità di Mambo, le convenzioni, lo sfruttamento da parte dell'uomo. Il tutto finisce per sembrare nuovo e quasi spregiudicato nell'accostare tante cose, singolarmente conosciute, tutte assieme. Ma il problema è che "assieme" il film non ha uno spirito convincentemente identificabile. I suoi due centri nevralgici, pinguino ballerino "strano" e uomo sfruttatore, vengon messi in contatto risolvendo tutto con la curiosità dell'ultimo per il tip-tap. E alla fine si vedono tanti numeri musicali — forse troppi, come a calcare la mano sapendo di star facendo presa — e intanto, distratti dalle coreografie, ci si accorge poco che del pinguino e dell'uomo ci son state dette
, senza molto sforzo né con molto focus, le solite cose: il primo trionferà su tutti perché buono e il secondo farà appello alla parte buona di sé. È anche giusto che sia così in un cartone, ma lo si poteva dire meglio facendo meno scena. Per il capitolo ambiente fare riferimento a L'era glaciale.
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