27/02/2007 | di Alberto Di Felice
Arthur e il popolo dei Minimei** Stare dalla parte del di certo non raffinato Besson non è cosa che fanno in molti. Io sì. Ho apprezzato — e non poco — il per tutti scialbo e null'altro che lezioso Angel-A (a proposito, ne approfitto per segnalare una recensione che, oltre alla mia, fa giustizia al film, quella del sempre ottimo Federico Gironi su Duellanti). Nel caso di Arthur non posso però esimermi dall'essere un po' insoddisfatto.

Questo film metà in carne ed ossa e metà animato potrebbe essere l'equivalente fantastico e per bambini di quello che è stato Il quinto elemento per la fantascienza: un rimasticamento libero, sgangherato e rutilantemente ironico di materiale americano in salsa europeidea. Gli elementi sono noti. C'è un bambino, Arthur (Freddie Highmore, La fabbrica di cioccolato), appassionato di scoperte ed invenzioni, affascinato dalla figura del nonno esploratore che non ha mai conosciuto. Quando la casa della nonna (Mia Farrow) rischia di essere espropriata, si mette alla ricerca del tesoro che quest'ultimo avrebbe nascosto nel giardino. Entra così nel
microscopico mondo sotterraneo dei Minimei e si dirige verso il regno del perfido Maltazard (voce di David Bowie nella versione in inglese), dove il tesoro è nascosto. In sua compagnia ci sono la principessa Selenia (Madonna) e il di lei fratellino Bétamèche (Jimmy Fallon).

Besson basa il mondo di Arthur sui romanzi per ragazzi che lui stesso ha scritto in collaborazione con la coppia Patrice e Céline Garcia. Fra I Goonies, un pizzico de La spada nella roccia e di quant'altro, alla fine esce fuori una sorta di FernGully, senza neanche particolari messaggi, ma che soprattutto non appassiona né diverte molto, se non per l'insolita eroina à la Besson e una nonna simpaticamente rintronata. Un po' del gusto va sicuramente perso nella versione italiana, nella quale mancano anche le voci ben riconoscibili di De Niro, Keitel, Palminteri e Snoop Dogg.
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