01/03/2007 | di Alberto Di Felice
**½ Il regista di Secretary, Steven Shainberg, segue una strada coerente dopo il film che nel 2002 ha trionfato al Sundance. O almeno ci prova. Come recita il sottotitolo, Fur è un ritratto immaginario della celebre ritrattista per foto, Diane Arbus, interpretata con la solita grazia da Nicole Kidman. Non è male l'idea di immaginare in libertà — sebbene ispirandosi alla biografia di Patricia Bosworth — le varie suggestioni che potrebbero aver spinto la fotografa delle "Identical Twins" ad intraprendere il suo percorso.Per farlo, la sceneggiatura di Erin Cressida Wilson inventa una figura maschile, il Lionel di Robert Downey Jr., che fa per la sua protagonista quello che il personaggio di James Spader faceva in Secretary. Il suo arrivo nel palazzo di Diane e la sua malattia (è ricoperto da un folto pelo) sveglieranno e riempiranno di naturalezza la curiosità di lei, moglie e madre devota ma soffocata, per l'effetto disvelativo delle stranezze fisiche.
Sebbene possa risultare stucchevole il suo minimalismo liberal-chic, non si può negare che Shainberg abbia buone intuizioni. Qui riesce in una certa misura a mostrare come gli occhi della Arbus vedano nelle piccole imperfezioni del quotidiano lo spazio per ritrarne di meno ordinarie al fine di portare allo scoperto il disagio del soggetto che le osserva: un sopracciglio, peli nelle tubature, ospiti che addentano cibo. C'è spazio per una lettura psicanalitica cui la Kidman presta il volto con la stessa dedizione con cui si era prestata in Birth.
Parte invece debole del film è il fatto che si voglia dar sfogo ad una relazione amorosa fra Lionel e la protagonista, quando sarebbe stato meglio lasciare tutto inespresso e sottinteso. Questo perché, oltre alla sciatteria della scrittura in questa fase, fino alla definitiva svolta romantica Downey Jr. aveva reso molto bene lo strano fascino della figura, cui del resto erano già attaccati richiami alti alla Bestia, al Fantasma dell'Opera, assieme a quello ad Alice nel paese delle meraviglie che vedeva la piccola Diane spiare il proprio inconscio da una porticina.
















