10/03/2007 | di Alberto Di Felice
** Presentato come il primo film incentrato sulla realtà vistuale, Il tagliaerbe ha fatto parlare all'uscita quantomeno per i suoi effetti speciali. A quindici anni di distanza c'è il rischio di ridere (questo è uno di quei film che ci si diverte a massacrare) anche della computer animation: questo film è materiale da videonoleggio più che pellicola da distribuire nelle sale. Considerando questo, non se ne può dire poi molto male. Il regista è Brett Leonard, che infatti ha curato quasi esclusivamente video musicali e produzioni per l'home video — anche se nel suo curriculum non mancano due buoni film come Premonizioni con Jeff Goldblum e Virtuality con Denzel Washington e Russell Crowe.Il soggetto è molto vagamente ispirato ad un racconto di King, che ha fatto causa per avere il suo nome rimosso. Nel dvd che ho io è ancora in bella mostra. Un Pierce Brosnan che doveva ancora diventare 007 fa lo scienziato occhialuto e prestante che trasforma lo scemo del villaggio, Giobbe (Jeff Fahey), in oggetto di esperimenti. Lo scemo diventa un genio apprendista stregone, e oltre a conquistare (sia carnalmente che virtualmente) la bella bionda del quartiere (Rosalee Mayeux) inizia a non controllare più i poteri acquisiti: vuole dominare il mondo usando lo stesso esperimento del dottore. Comincia col vendicarsi di chi l'ha sempre maltrattato (cioè un po' tutti) e poi si immette nei telefoni di tutto il mondo. Internet--
Di King rimane il classico sfondo melodrammatico, che qui come altrove non è aiutato da interpretazioni di spessore a loro volta non aiutate da una direzione di spessore. Da questo punto di vista King non dovrebbe essere più scontento di quanto non sia solitamente; ma forse il problema è che effettivamente la trama del film ha pochissimo a che fare col suo lavoro. Siamo dalle parti comunque delle riduzioni televisive dei primi anni '90, e Il tagliaerbe non è neanche fra le peggiori.
















