* Renzo Martinelli è fra i pochi italiani che ancora credono, come gli anni '70 fossero ancora fra noi, nella pronta esportabilità del nostro cinema, tanto che adotta come una religione la regola "prendi uno o più madre lingua inglese, falli protagonisti e piazzaci qualcun altro intorno che sappia parlare inglese, tanto poi a casa doppiam tutto". Nel precedente Piazza delle cinque lune la star straniera era Donald Sutherland, adesso è Harvey Keitel —ormai abituato a raccogliere soldini per il mutuo dello yacht nei nostri lidi, come nel recente Vengo a prenderti. Proprio dagli anni '70 viene la martinelliana frenesia senza molto contatto col buon gusto —anche se va riconosciuto che dal punto di vista strettamente produttivo i suoi film han sempre avuto del valido.
Nell'occasione Martinelli adatta le sue ambizioni politico-storiche all'ingombrante presente di tensioni etnografiche con l'Islam, usando come mezzo una vicenda banalotta di cornificazioni terroristiche. La coppia italiana composta da un professore-giornalista (Jordi Mollà, Bad Boys II) e moglie (Jane March) conosce in Turchia (dove andare dopo che due terroristi hanno tentato il colpo grosso a Fiumicino, se non in Cappadocia?) un mercante di pietre italiano, Ludovico Vicedomini (Keitel), che, essendo un convertito alla causa contro gli infedeli occidentali, mentre conquista la signora pianifica con i suoi un altro colpo grosso.
Gran parte delle critiche rivolte al film vanno cestinate come ideologiche: Il mercante di pietre non ha mezzi più importanti o seri rispetto ad una media (e, ripeto, per certi versi valida, seppur di grana grossa) produzione televisiva, racconta una storiella piana e lineare come un piccolo teorema fatto in casa, privo in quanto minuscolo di resistenza alle obiezioni. Martinelli ha da dire che tutti i terroristi sono islamici (e non ha molto torto, al momento), e che conviene non aver molti dubbi sul punto. Per le analisi un filino più stratificate rivolgetevi altrove, perché di sicuro dalla faccia intontita di Mollà non si ricava molto.
















