22/03/2007 | di Alberto Di Felice

Il mercante di pietre* Renzo Martinelli è fra i pochi italiani che ancora credono, come gli anni '70 fossero ancora fra noi, nella pronta esportabilità del nostro cinema, tanto che adotta come una religione la regola "prendi uno o più madre lingua inglese, falli protagonisti e piazzaci qualcun altro intorno che sappia parlare inglese, tanto poi a casa doppiam tutto". Nel precedente Piazza delle cinque lune la star straniera era Donald Sutherland, adesso è Harvey Keitel —ormai abituato a raccogliere soldini per il mutuo dello yacht nei nostri lidi, come nel recente Vengo a prenderti. Proprio dagli anni '70 viene la martinelliana frenesia senza molto contatto col buon gusto —anche se va riconosciuto che dal punto di vista strettamente produttivo i suoi film han sempre avuto del valido.

Nell'occasione Martinelli adatta le sue ambizioni politico-storiche all'ingombrante presente di tensioni etnografiche con l'Islam, usando come mezzo una vicenda banalotta di cornificazioni terroristiche. La coppia italiana composta da un professore-giornalista (Jordi Mollà, Bad Boys II) e moglie (Jane March) conosce in Turchia (dove andare dopo che due terroristi hanno tentato il colpo grosso a Fiumicino, se non in Cappadocia?) un mercante di pietre italiano, Ludovico Vicedomini (Keitel), che, essendo un convertito alla causa contro gli infedeli occidentali, mentre conquista la signora pianifica con i suoi un altro colpo grosso.

Gran parte delle critiche rivolte al film vanno cestinate come ideologiche: Il mercante di pietre non ha mezzi più importanti o seri rispetto ad una media (e, ripeto, per certi versi valida, seppur di grana grossa) produzione televisiva, racconta una storiella piana e lineare come un piccolo teorema fatto in casa, privo in quanto minuscolo di resistenza alle obiezioni. Martinelli ha da dire che tutti i terroristi sono islamici (e non ha molto torto, al momento), e che conviene non aver molti dubbi sul punto. Per le analisi un filino più stratificate rivolgetevi altrove, perché di sicuro dalla faccia intontita di Mollà non si ricava molto.

archiviato in: recensioni
commenti (1)(popup) | commenti (1)
Commenti
#1   17 Agosto 2007 - 13:29
 
e poi detesto i frustrati che, inconsapevoli della loro inettitudine, se la prendono coi critici...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ManuLele81

Commenti