26/04/2007 | di Alberto Di Felice

Mr. Bean's Holiday** Tutti fanno il proprio tempo. E forse tutto, per quanto rimanga sempre piacevole. È un'osservazione che non posso non attaccare a questo secondo capitolo cinematografico delle avventure transfrontaliere del molesto ma adorato Mr. Bean di Rowan Atkinson, che stavolta parte per Cannes e prima di arrivarci deve combinarne e subirne di tutti i colori.

Il Nostro nasceva nei primissimi anni '90 e spopolava come un fenomeno mordi e fuggi anche nei nostri lidi, che non hanno mancato di dimostrargli tutto il loro affetto quando recentemente è sbarcato a Roma a presentare la sua ultima fatica. Le sue pillole televisive sono passate mille volte ed ancora passano fra un programma e l'altro, quando meno te l'aspetti. Ecco, quella dimensione è probabilmente quella cui il personaggio appartiene, col suo tacchino natalizio da preparare o l'auto distrutta da un carrarmato di Sua Maestà. Il Mr. Bean che va all'estero è una briosa vacanza anche per lo spettatore, che sa che qualcosa è diverso.

Rispetto al precedente Mr. Bean – L'ultima catastrofe, però, la vacanza in Francia ha un sapore strano. Non c'è nulla di identificabile come memorabile, ma tutto ha l'aria di sbucar dritto da un tempo che fu, un'aria di enorme nostalgia. Atkinson è con tutta evidenza Tati, Keaton, Chaplin. E mentre avanza noncurante attraverso il traffico per terminare il suo viaggio sulla spiaggia, sembra una visione lontana nel tempo, che sta lì lì per svanire. Forse ci piace più questa nostalgia del film in sé.

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