28/04/2007 | di Alberto Di Felice

Bloody Sunday***½ Non bisogna farsi trarre in inganno dalle apparenze: United 93 e Bloody Sunday non sono affatto film-documentario. Se lo sono, lo sono solo nella misura in cui documentano l'uso di un mezzo, il cinema, e le sue potenzialità ponendo a sua base la decostruzione fittizia del reale. Nella struttura, infatti, fanno un uso pieno di quello che il linguaggio offre, anche sotto l'aspetto narrativo, senza dunque dimenticare di essere riflessione teorica prima che riproposizione di fatti.

L'inglese Paul Greengrass, che è regista di entrambi, realizza in maniera più diretta quello che Gus Van Sant ha fatto in Elephant e Last Days, declinando la sua sfida in termini più marcatamente civili rispetto all'americano. Per entrambi, il lavoro di regia è impetuoso, sebbene assuma tonalità molto diverse che rispecchiano d'altronde una diversità dei soggetti d'analisi. Per Greengrass, e soprattutto per quanto riguarda Bloody Sunday, sono gli shock politici a dover essere approfonditi; per Van Sant il salto al politico è meno immediato, se c'è.

Le due pellicole dell'inglese sono quasi identiche quanto a costruzione sintattica e sintagmatica, con montaggio alternato (in questo caso i cambi di prospettiva avvengono con dissolvenza in nero), commento musicale assente, camera a mano che vuol penetrare (da lontano attraverso un'intera stanza, attraverso una porta, o da vicino ad aggrovigliarcisi attorno) nel mentre. Quello che Greengrass è in grado di fare di questo meccanismo perfettamente composto è buttarci dentro lo spettatore, gettarlo in pasto all'impossibilità di pensare che ciò che sta vedendo non sia vero, farlo sentire nel momento. Si è sgomenti perché lo sguardo, che prima di sapere cosa e come inquadrare ha dovuto sforzarsi di capirlo, ha un calibro tale che rende implicito nelle immagini quello che bisogna ricavarne, e ce lo impone.

In virtù di ciò, Bloody Sunday è un film che può ammonire, può essere sbilanciato (?) perché informato da uno sdegno responsabile. Se avevo dei dubbi su United 93, dopo aver visto il film del 2002 li ho, se non proprio abbandonati, quantomento "riposizionati".

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