04/05/2007 | di Alberto Di Felice

Delitto alla Casa BiancaDwight H. Little è uno che evidentemente deve saperci fare con le serie tv, dato il suo curriculum (Millennium, The Practice, 24, Prison Break, fra gli altri). Delitto alla Casa Bianca sembra il film giusto per lui, che infatti fa un lavoro più che buono come direttore dei lavori. Nonostante ciò il film riesce ugualmente a diventare un perfetto esempio di dignitoso thriller da cassetta (o televisivo del sabato sera su Rai Due) che ad un certo punto dà segni di poca presa sui binari ed infine deraglia fragorosamente.

Al centro, appunto, un delitto nella casa dell'uomo più potende del mondo, vittima una bella ragazza bionda appartenente allo staff. Dalla polizia locale viene chiamato ad investigare il detective Regis (Wesley Snipes), cui viene servita come assistente l'agente Nina Chance (l'irrimediabilmente bellissima  Diane Lane).

Difficile parlare dei problemi senza dire —il che è uno spoiler, ma neanche tanto— che la decisione di puntare sulla solita cospirazione come soluzione del giallo non è granché felice. Specialmente se nel rullo finale non si evita che la cospirazione sia sciolta nelle deliranti parole e gesta dei cattivi, che come spesso accade sarebbero beffardamente degli attori degni di altro. Un brutto modo di concludere una sceneggiatura (Wayne Beach e David Hodgin) che prima fa pensare a qualcosa di più spregiudicato e in ultimo serve in tavola un salvataggio patriottico così così di capra e cavoli.

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