**½ Prima che un film (debutto alla regia) di De Niro, Bronx è un play teatrale semi-autobiografico di Chazz Palminteri, che ha curato anche lo script. Se a questo si aggiunge la dedica a De Niro padre, morto proprio nel 1993, si coglie bene l'affettività dalla quale nasce. Ambientato nel quartiere newyorkese negli anni '60, racconta l'infanzia e l'adolescenza di Calogero Anello (Francis Capra all'età di 9 anni; Lillo Brancato, meno convincente, all'età di 17), contrassegnate dalla presenza ideale di due padri.
Il primo è quello biologico (De Niro), modesto conducente d'autobus che cerca di tenere il figlio lontano dall'influenza della malavita; il secondo è il boss del quartiere Sonny (Palminteri), sotto la cui ala il ragazzo sarà attratto.
Prendendo il mafia movie (col suo contorno newyorkese di melting pot sul punto di esplodere) come sfondo imprescindibile, il film è incentrato in realtà più sul dualismo di valori incarnato dalle due figure antitetiche che sulle convenzioni narrative del genere. Trova così una sua specificità, per quanto acerba, cristallizzata nelle belle prove di De Niro e Palminteri, interpreti consumati la cui partecipazione è tuttavia palpabile.
















