08/07/2007 | di Alberto Di Felice
*** Nel 1983 Francis Ford Coppola usciva con due pellicole tratte da altrettanti romanzi di Susan Hinton, ragazza di Tulsa (Oklahoma), che a diciassette anni scriveva il suo "The Outsiders", titolo originale del film. Se Rusty il selvaggio è una tela in bianco e nero con solo il rosso di pesciolini chiusi in un acquario in antitesi, I ragazzi della 56ª strada è una tela densa di colori. Johnny (Ralph Macchio) e Ponyboy (C. Thomas Howell) se ne stanno su una collinetta avvolti dall'abbagliante densità del sole al tramonto proprio come Rossella O'Hara e il padre in Via col vento, che è il romanzo che Ponyboy vuole leggere.La diversa cromia trova un primo motivo nella diversa età dei protagonisti (quelli de I ragazzi della 56ª strada, Johnny e Ponyboy, sono poco più giovani), e nella natura dello sguardo narrante, che in questo caso si sovrappone fino ad assorbirla (e sovrappone le immagini dei ricordi, portate a sintesi con una sovraimpressione) con la voce narrante di Ponyboy.
Con premesse stilistiche distinte, i film portano avanti due parabole la cui morale viene fatta maturare pur sempre mediante un'alterazione cocente dei colori e degli spazi ad astrarre il milieu comune alle vicende.
















