10/07/2007 | di Alberto Di Felice
*** Secondo di Abel Ferrara. Zoë Tamerlis Lund, co-sceneggiatrice de Il cattivo tenente, ne è la letalmente affascinante protagonista. Il film è interamente febbrile, adesca lo spettatore come una vittima da circuire con vertigini metropolitane sotterranee.A cominciare dal silenzio nel quale è costretta la muta Thana. Significativa l'apertura, nella quale la sua soggettiva è costretta a subire poco eleganti apprezzamenti maschili all'uscita dal lavoro. Prima di liberare la simbologia vendicatrice, associata per un tratto ambiguamente ad un ricordo d'infanzia nel sogno di Thana (dal costume da uovo di Pasqua si passa al costume da suora), Ferrara (che ha diretto anche porno) racchiude con una forsennata macchina a mano e le musiche di Joe Delia la sua protagonista, precipitando il ritmo in due stupri consecutivi.
Sospeso in un velame fra l'horrorifico, il thriller e la commedia nera, L'angelo della vendetta è un exploitation movie d'autore: si fa fatica ad individuare una scena che non presenti una disposizione amletica da parafrasare.
















