04/08/2007 | di Alberto Di Felice
Blades of Glory** Le commedie di Hollywood, e Hollywood più in generale, non smettono di lanciarsi nel mondo dello sport. Dopo il circuito NASCAR di Ricky Bobby/Talladega Nights, Will Ferrell ci riprova assaggiando l'ebbrezza del pattinaggio in questo Blades of Glory, molto ben accolto in patria all'uscita quattro mesi orsono. In Italia è uscito il 27 luglio, periodo poco propizio: spulciando in rete sembra che in ben pochi se ne siano accorti.

Il modello cui il film dei debuttanti in un lungometraggio Josh Gordon e Will Speck (corti, spot e serie tv rigorosamente in coppia) si rifà è quello segnato con successo da Dodgeball: prendersi gioco dell'intero star system sportivo giocando a metà fra la sitcom, una telecronaca, un programma d'approfondimento e uno spot. Se il modello è avanti in tutti i comparti menzionati, specialmente per la varietà di trovate escogitate dal regista/sceneggiatore Rawson Marshall Thurber, anche qui c'è da ridere, sebbene con meno portamento.

Scritto dai fratelli Jeff e Craig Cox con John Altschuler e Dave Krinsky (vincitori di due Emmy per King of the Hill), ripropone con registro simile la solita parabola di fallimento e rimonta. Il lavoro comico nel caso in specie è più direttamente dipendente dalla fisicità dei protagonisti Will Ferrell (nel ruolo di Chazz Michael Michaels) e Jon Heder (Napoleon Dynamite, in quello di Jimmy MacElroy), come da copione due opposti costretti a venire a patti per risalire la china. Ferrell fa affidamento sulla stazza e sulla sfrontatezza sue proprie sfidando ogni repulsione (che non tutti saranno disposti a far venir meno, specialmente se già lo detestano); Heder fa la spalla da aggraziato cigno ferito. Non c'è che da rallegrarsi per il fatto che questa smaccata parabola quasi-omo si mantiene amena senza farsi impudentemente offensiva.
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