11/09/2007 | di Alberto Di Felice
** Di Shimizu ho visto solo Ju-On e questo remake statunitense. Mi sento di concludere che la sua transizione dal suolo patrio a quello americano è stata migliore che nel caso di Hideo Nakata, il cui The Ring 2 (se devo dire, anche l'originale Ringu secondo, ma per motivi totalmente diversi) lasciava alquanto perplessi.A differenza di Nakata, Shimizu può rifare il proprio film da capo, senza l'imposizione di riprendere una precedente produzione americana. Nel farlo duplica fedelmente il proprio lavoro, inquadratura per inquadratura e movimento di macchina per movimento di macchina quando si tratta di far paura. Anche la famiglia Saeki è composta dalle stesse facce.
La cosa che però cambia nel remake, a partire dalla sceneggiatura di Stephen Susco —che adatta quella originale di Shimizu—, è l'atmosfera generale. Soprattutto è la costruzione per flashback che ha qui una natura più severa, chiarificando il clima caliginoso di Ju-On specialmente in relazione al personaggio dell'insegnante (Bill Pullman), all'ambiente scolastico e al quartiere.
Rispetto ai concorrenti di Nakata, comunque, Ju-On e The Grudge hanno un impianto che si dimostra meno acuminato alla prova di un'analisi che vada oltre lo stile e la paura. Poco o nulla apporta (e la sfida del remake poteva essere qui) l'arrivo di nuovi volti da oltreoceano.
















