18/09/2007 | di Alberto Di Felice
About a Boy - Un ragazzo**½ Volendo dare voti alle interpretazioni di Hugh Grant, tutte più o meno cucite (da Grant non meno che da chi le scrive) sull'immagine che il pubblico ha di lui, per me About a Boy merita quello più alto. Mi sorprende, dati ambientazione e "feeling", che questo film non sia uscito in periodo natalizio, a far coppia con Love Actually. È uno di quei film che mi fanno render conto dell'importanza dell'home video nella programmazione dei propri stati emotivi: meglio visto in una giornata piovosa quando si è tristi, avrà l'effetto di una bella tazza di thè o cioccolata calda.

Se «nessun uomo è un'isola» come dicono John Donne e Jon Bon Jovi, Grant ha quasi sempre fatto la parte di Ibiza, da ragazzone ricco e viziato. Non oso pensare come sarebbe stato About a Boy se la parte di Will fosse stata assegnata a Brad Pitt. Questo è un esempio di come la figura di un attore possa apportare tutta una serie di significati addizionali al personaggio e dunque alla pellicola.

Scritto da Peter Hedges (Schegge di April) e dai fratelli registi Chris e Paul Weitz (American Pie) dal romanzo di Nick Hornby, non si fa intrappolare dalle necessità narrative, che vengono risolte in un happy ending dal carattere meditato, delineando snodi che non trivializzano i personaggi ma vengono loro in soccorso.

Ho parlato di Grant, ma About a Boy appartiene a quella specie che nutre gli attori e ne è nutrita. Non posso che tessere le lodi di Nicholas Hoult (The Weather Man), della splendida Toni Collette (Japanese Story) e di Rachel Weisz (La giuria).
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