05/10/2007 | di Alberto Di Felice
Dracula di Bram Stoker #1
Per amore di donna

Dracula di Bram Stoker #2


La rilettura di Coppola è stupefacente, quasi troppo, tanto da oltrepassare (volutamente o no) i limiti della decenza. Questo è il film in cui Van Helsing rassicura Lord Arthur Holmwood (Cary Elwes) che la sua Lucy (Sadie Frost) non verrà sottoposta ad autopsia: le verrà solo tagliata la testa e strappato il cuore. Lo stesso che dirà quando Mina (Winona Rider) gli chiede se l'amica ha sofferto prima di morire.

Da un punto di vista prettamente visivo, questo è il Dracula più lambiccato dai tempi di Murnau. Anche se Murnau in sé non c'entra niente —se non, volendo, per un'anacronistica gita alla nuova meraviglia del primissimo cinematografo muto. Dalle scenografie di Thomas Sanders e Garrett Lewis, ai costumi di Eiko Ishioka, alle scelte di montaggio con iridi e sovrimpressioni, Coppola crea una sinfonia multiforme. Talmente gravida da apparire dubbia.

Il successo del film è strettamente connesso alla sua natura raggrumata e animalescamente sensuale. Come il vampiro interpretato da Gary Oldman, muta di forma a seconda delle finalità del momento, inseguendo un capriccio di rifugio in attesa di trovare la sua amata. Ma la cosa più bella del film di Coppola è che il suo protagonista è Mina. Non è un caso che lo script di James V. Hart è stato proposto a Coppola proprio dalla Rider.

Quando scopre l'identità del suo principe, Mina spontaneamente si offre per salvare sé stessa e nessun altro: «Portami via da tutta questa morte». Gioverà a questo punto ricordare che un anno dopo la Rider sarà nello splendido L'età dell'innocenza scorsesiano, con cui il film di Coppola ha più in comune di quanto non sembri in superficie.

L'antefatto storico, la nuova Elisabeta che Dracula ha attraversato secoli per ritrovare, crea per lei il doppio vampiresco, figura in grado di completarla ed affrancarla definitivamente. Alla figura femminile viene data una virtù ed un'impetuosità propria, staccata dal mondo maschile minacciato dal mostro: lo sguardo di Mina condivide, attraverso le lenti imposte culturalmente, la paura maschile verso di lui, ma allo stesso tempo avverte che la cattività del mostro è simile alla sua.

Il personaggio di Lucy (cui l'amato marito acconsente a tagliar la testa e strappare il cuore; Mina chiede a Jonathan, Keanu Reeves, mentre difende Dracula con un fucile: «Farai lo stesso anche a me quando sarà il mio momento?») diventa l'altro doppio carnale della Mina figlia prediletta della Londra vittoriana, pudicamente affacciata all'oriente de “Le mille e una notte” ma incapace di comunicare affettivamente col proprio uomo, che devoto alla sicurezza della carriera pensa di esser troppo povero per sposarla —e anche per toccarla.

Al primo incontro fra Mina e Vlad, lei recita la parte della dama perbene e lo respinge. Alla fine del film sarà sempre lei ad uccidere il vampiro, ma maledicendo coloro che l'hanno costretta a farlo. In realtà, uccidendo lui Elisabeta si sta suicidando di nuovo per il dolore —causato, ancora secoli dopo, per mano altrui.


Dracula di Bram Stoker #3
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Commenti
#1   08 Gennaio 2008 - 23:16
 
cazzo adoro questo film!!!
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#2   09 Gennaio 2008 - 00:10
 
CA-PO-LA-VO-RO...
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