17/10/2007 | di Alberto Di Felice
Una pazza giornata di vacanza** Ultimo della scia di commedie liceali anni '80 dirette dal padre del genere John Hughes (un grande, c'è poco da fare: buona parte della mia infanzia dipende da lui), Ferris Bueller's Day Off è anche l'ultimo nella mia classifica di gradimento, rispettivamente dopo The Breakfast Club, La donna esplosiva e Sixteen Candles.

Sempre Chicago, sempre ragazzotti (tranne la Ringwald, che inevitabilmente è un altro mio mito) che non sanno cosa fare tranne godersi una pausa in allegra trasgressione per ritardare la maturità che incombe mentre i genitori sono catatonicamente assenti, indifferenti, ma soprattutto rintronati. Il buon Matthew Broderick non era parte del Brat Pack, ma veniva da WarGames di Badham, che nel suo piccolo ha fatto epoca. Nel cast anche il preside protetto di Burton, Jeffrey Jones.

Di questo film non c'è seriamente molto da dire, se non gioire del piccolo momento quasi surreale in cui per mostrare all'amico Cameron (Alan Ruck) che bisogna divertirsi, che si sono divertiti e si stanno divertendo, Ferris (Broderick) spunta su un carro nella sfilata dei tedeschi d'America e si mette a dirigere le danze cantando in playback “Danke Schoen” e “Twist and Shout”. Non proprio pronto per The Producers, ma quasi.
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