24/10/2007 | di Alberto Di Felice
Scary Movie 4**½ Su questo film, più o meno, ho già detto. Negli ultimi giorni ho finito per ritrovarmici davanti in più occasioni, complice il cavo, e l'avrò rivisto per intero almeno due volte. Aggiungendo il fatto che ho rivisto anche Una pallottola spuntata, la mia ammirazione per David Zucker non potrebbe essere maggiore. Potete darmi tutti gli Shrek 2 che volete, ma nessuno varrà quanto uno Scary Movie 3 o 4, o quelli della saga col tenente Frank Drebin. In particolare c'è una scena di questo film sulla quale val la pena di soffermarsi. È parte della parodia di The Village, e il suo interesse —oltre al fatto che è intrinsecamente divertente— sta anche nel suo collegamento col film di Shyamalan.

In The Village la comunità del villaggio parlava un inglese che, come il villaggio, non era certamente al corrente delle ultime mode —o meglio, non voleva esserlo. Gli abitanti evitavano come la peste l'uso di abbreviazioni e la pratica comunissima di postporre le preposizioni a fine frase (come mi insegnava la mia prof d'inglese alle medie, è più pratico dire «The person I'm speaking about» che «The person about whom I am speaking»). La stessa cosa succede ovviamente in Scary Movie 4. Nel consiglio che deve decidere la sorte delle estranee Cindy (Anna Faris) e Brenda (Regina Hall), uno dei consiglieri anziani propone: «We now have a majority of those who wish to say "I'm" instead of "I am"».

Nella stessa riunione ha luogo un gioco di parole irresistibile. Non ricordo come è stato tradotto in italiano, ma mi sembra impossibile che quello che si sono inventati i nostri adattatori dialoghi possa riprodurre l'intelligenza e la sottigliezza dell'originale inglese, appunto perché questo gioco di parole è legato all'uso delle preposizioni, e al tentativo disperato (e drammaticamente fallito) di non postporle a fine frase. Premettiamo che alle misteriose creature che abitano i boschi gli abitanti del villaggio si riferiscono con la circumlocuzione "Those of Whom We Do Not Speak".

Il capo villaggio Henry Hale (Bill Pullman): «I fear that the presence of the outsiders will attract Those of Whom We Do Not Speak».
Donna anziana: «If you talk about Those of Whom We Do Not Speak, have you not spoken of that about which we do not talk?»
Henry Hale: «Do not speak of that of about which we talk of not speaking... about».

Insomma, fra un po' di esitazioni nella costruzione dell'ultima frase, Bill Pullman alla fine si è dovuto arrendere alla triste realtà:
nonostante il notevole impegno, non si può proprio fare a meno delle moderne preposizioni postposte. La sua voce spezzata sull'ultimo "about" è eloquente, e il vociare degli astanti riflette forse proprio la preoccupazione di vedere una pericolosa modernità linguistica turbare la tranquillità nella quale si sono nascosti. Quanto acume, in sole tre battute.
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Commenti
#1   26 Novembre 2007 - 13:45
 
A me piacciono tutti i film "Scary Movie" in particolare però il 3 e il 4.
P.S. AMO I FILM HORROR "I LOVE YOU"
utente anonimo

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