13/11/2007 | di Alberto Di Felice
**½ L'ultimo adattamento shakespereano del nostro Branagh, una co-produzione BBC/HBO, non ce l'ha fatta ad arrivare al cinema, tranne che in Gran Bretagna (of course) e in Italia. As You Like It può essere una gioia ed un tormento. Non è di certo l'opera più famosa di Shakespeare (anche se «Tutto il mondo è un teatro» è qui), e in più Branagh lo trasferisce nel Giappone appena aperto alle potenze occidentali.Con un cast come al solito ricco di qualità, Branagh continua ad elevare il patrimonio shakesperiano a mezzo moderno, riaffermandone la contemporeneità. La messa in scena si fa promotrice di una lettura agile del testo, finanche sbarazzina nei dettagli. In questo caso la nota più particolare, al di là del trasferimento dell'azione dalla Francia del sedicesimo al Giappone del diciannovesimo secolo, è l'epilogo in cui Rosalind (Bryce Dallas Howard) parla alla camera muovendosi sul set e concludendo il film entrando nel suo camper, con Branagh che urla «Cut!». Eh sì: «All the world is a stage».
C'è però anche qualcosa che non convince granché. Il Giappone serve solo per dare un tocco di sapore scenico, e i nuovi potenziali confini culturali non si affiancano affatto alle solite maschere. Anche perché se lo facessero andrebbero a toccare in maniera ben più importante il testo originale. Branagh invece lavora esclusivamente, come detto, sulle sue doti di rilettura fluida, con in questo caso un marcato ruolo del colore, e sulla sottolineatura della propria emancipazione, apertamente espressa dal ruolo di protagonista Orlando affidato ad un attore nero (David Oyelowo).
















