21/12/2007 | di Alberto Di Felice
1408Stephen King ha fornito innumerevoli opere adattate e riadattate per cinema e televisione. L'ultima di queste è una sua breve novella (originariamente pubblicata solo su audiolibro) portata sullo schermo dalla sceneggiatura di Matt Greenberg (Halloween 20 anni dopo), Scott Alexander (Man on the Moon) e Larry Karaszewski (Ed Wood, Larry Flynt - Oltre lo scandalo), e dalla regia dello svedese Mikael Håfström, alla seconda prova americana dopo il male accolto Derailed del 2005.

Giocato quasi interamente su trovate scenografiche, il film è un horror/thriller che vede Mike Enslin (John Cusack), uno scrittore specializzato in stanze d'albergo maledette, dover rivedere il suo scetticismo verso il paranormale nella stanza 1408 di un albergo newyorkese. Col finanziamento della premiata ditta Bob & Harvey Weinstein, Håfström può contare sul set disegnato da Andrew Laws (In linea con l'assassino, Abbasso l'amore, Number 23), in cui colui che è in pratica l'unico personaggio è rinchiuso per due terzi del film.

1408 è evidentemente un'altra creatura di King, a cominciare dal motivo dello scrittore. Il che non è sempre un bene. Chiusa fra la volontà di trovare metodi per far paura e quella di procedere progressivamente sui binari del thriller psicologico, la regia di Håfström può definirsi nella sostanza fallimentare. Se qualche spavento viene generato, lo svedese non trova mai la convinzione necessaria
(ossia le idee pensanti) per tirare le fila di un breve racconto allungato senza significato oltre misura.
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Commenti
#1   22 Dicembre 2007 - 21:41
 
spettacolo tutto sommato piacevole...
sei stato un pò troppo cattivello
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ManuLele81

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