22/12/2007 | di Alberto Di Felice
Qualcosa che scotta*** Nobile melodramma familiare scritto e diretto da Delmer Daves, splendidamente fotografato da Lucien Ballard e accompagnato dalla partitura di Max Steiner. Il film articola efficacemente la vicenda (che da più parti ho sciaguratamente letto esser descritta come una soap-opera) con grande attenzione agli spazi, soprattutto per come i passaggi da una location all'altra riescono a comunicare prontamente sia i vari spostamenti sociali associati ai trasferimenti, sia quelli interiori della protagonista (Connie Stevens).

L'espediente di fare del padre (Lloyd Nolan) il dipendente di multinazionali apre un'ulteriore dimensione nel dramma, sottolineando da un punto di vista geografico (l'uomo trascorre la sua vita professionale, con la famiglia, in Sud America) le antitesi sociali e di classe. Sono così messe in rilievo, sebbene con la parvenza della normalità (la bonaria descrizione dei dipendenti nella miniera, la lettera testamentaria), le ipocrisie a fin di bene sulle quali si fondano i convincimenti e le scelte della famiglia.

Senza rinunciare ad un lieto fine, al quale si arriva però dopo aver messo in scena i vari passi dall'onorabilità alla sventura. Che sarebbero gli stessi di una soap-opera, in effetti, ma sui quali il film riflette e non specula. Sempre bellissima Dorothy McGuire.
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