24/12/2007 | di Alberto Di Felice
La città proibita** Se cercate la sontuosità, signori, eccola. Ma stavolta, per un'ora abbondante, Yimou dà l'impressione di star quantomeno raccontando una "storia" e dei personaggi ai quali ci si può appassionare semplicemente in quanto tali. Di per sé nulla che Shakespeare e qualche famoso greco o latino non abbiano già portato agli onori dell'arte, ma come congiura di palazzo reggeva. Anche bene, a dir la verità.

Poi purtroppo le coreografie devono avere il sopravvento, e la voglia di illustrare eclissa quella di narrare. Sarò io (devo essere io, se penso che un filmaccio come Hero ha ben più estimatori che non), ma quando l'enfasi estetica (e l'accompagnamento musicale) diventano il perno dell'idea di regia faccio fatica a prestare attenzione. Mi chiedo per tutto il tempo quale dettaglio sia opera della seconda unità, quale guerriero sia aggiunto al computer, e inizio a sbadigliare perché in effetti il film va in stand-by.

Naturalmente c'è una giustificazione a tutto. Naturalmente il wuxia è un genere tradizionale cinese (chi dice questo di solito fa fatica ad ammettere che il cinepanettone è un genere tradizionale italico), e quindi va pagato pegno. E naturalmente c'è chi è pronto a cercare nella trama (è facile, d'altronde) i motivi del potere corrotto, della famiglia o altro, magari vedendoci anche qualche ardito parallelo allegorico con chissà cosa nel tormentato presente. La verità, mi sento di dire, è che se non vi fate ammaliare dalle scenografie e dalle coreografie, qua non c'è molto altro da vedere. Tranne Gong Li, che è sempre Gong Li. E ci piace.
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Commenti
#1   27 Dicembre 2007 - 19:10
 
il cinepanettone sarà anche un genere tipico e popolare del belpaese; ma a differenza del wuxia, fa schifo. e poi bisogna esser ciechi per vedere in questo un wuxia, e non ciò che è realmente: una travolgente opera lirica cantonese...
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#2   27 Dicembre 2007 - 19:41
 
Non sono cieco, né stupido. E' che questa opera lirica cantonese a un certo punto caccia fuori i guerrieri moltiplicati digitalmente. Non sono cieco, né stupido.
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#3   28 Dicembre 2007 - 11:14
 
mai pensati che fossi stupido, ma se scambi i guerrieri di una battaglia o di un duello, per un wuxia, allora qualche diottria ti manca...;)
utente anonimo

#4   28 Dicembre 2007 - 12:08
 
Non ho scambiato nulla: vuoi negare che lo stile di quelle battaglie e quei duelli sia quello dei wuxiapan? Se sì, le diottrie non mancano a me. Anche se in effetti mi mancano: è per quello che porto gli occhiali. ;)
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#5   28 Dicembre 2007 - 13:03
 
Lo stile può essere quello, perchè è lo stile coreografico che viene usato fin dall'opera cantonese; ma il film non è un wuxia, è un melo storico, perlomeno...
utente anonimo

#6   28 Dicembre 2007 - 13:06
 
Grazie. Ma io non avevo detto che il film è un wuxia, diosanto: avevo detto che purtroppo al wuxia, anche in un mélo storico, sembra che Yimou ha dovuto pagar pegno.
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#7   28 Dicembre 2007 - 13:14
 
Allora avevo capito io; fatto sta che è un appunto non valido, facendo parte i duelli della tradzione dell'opera lirica cinese (e non solo) a cui Yimou fa riferimento.
Che poi sia questioni di soggettiva repulsione, allora è un altro paio di maniche...
utente anonimo

#8   28 Dicembre 2007 - 13:14
 
*allora avevo capito male io...*
utente anonimo

#9   28 Dicembre 2007 - 13:50
 
Ma infatti ne fanno parte. C'è solo che, tradizionali o no, servono solo a far scena. Che poi sia questione di soggettiva fascinazione, è un altro paio di maniche.
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#10   28 Dicembre 2007 - 15:38
 
esatto...ihih :D
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#11   28 Dicembre 2007 - 15:39
 
Anche se dire che servono a far scena significa peerdere di vista il film, ma tant'è...
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#12   28 Dicembre 2007 - 15:57
 
Non so se ho capito. Prima di sparar cazzate voglio accertarmi di aver capito--
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#13   29 Dicembre 2007 - 01:39
 
di che parli?
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#14   29 Dicembre 2007 - 09:34
 
"Dire che servono a far scena significa perdere di vista il film". Cosa vuol dire? Perché?
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#15   29 Dicembre 2007 - 12:54
 
farebbero scena in un filmcome hero o la tigre e il dragone dove quello è esattamente il lro ruolo, fare scena, e può picere o no; qui semplicemente sono elementi di un affresco storico, sia i duelli, sia le scene di massa, che significano qualcosa sia all'interno del racconto sia della messinscena!
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#16   29 Dicembre 2007 - 14:10
 
Io ripeto invece che sia all'interno del racconto che della messa in scena non significano un bel nulla se non sé stessi. Qua non c'è un affresco storico, poi, semmai una rappresentazione ideale (con le armi dell'opera tradizionale e del wuxia, quello filmico) di un passato imperiale. Quando avrai voglia di spiegarmi perché pensi sia il contrario sarò ben felice di leggerti.
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