28/12/2007 | di Alberto Di Felice
***½ Dan (Jude Law) ed Alice (Natalie Portman) camminano l'uno verso l'altra su due marciapiedi londinesi. Si vedono e con lo sguardo già iniziano a flirtare. Hanno volti vuoti, contenti e spensierati, come se non avessero una storia nel loro passato. Semaforo. Alice è americana, e decidendo di voler attraversare, forse distratta da Dan, guarda a sinistra. Ma a Londra il traffico viene da destra, e un taxi la investe. Un'inquadratura dall'alto la mostra stesa a terra con di fianco la classica scritta "Look right" in alto a destra sullo schermo. È un segno che lei non l'abbia vista, e che adesso noi la vediamo.Dan la soccorre, lei apre gli occhi. «Ciao, straniero». "Stranger". Nell'adattamento dialoghi italiano hanno appena commesso un errore: avrebbero dovuto tradurre "estraneo", come faranno nel primo dialogo fra Dan e Anna (Julia Roberts). Poco dopo usciti dall'ospedale, mentre stanno camminando e parlando, Alice entra in un cimitero in cui sono sepolte solo persone che hanno salvato vite altrui. Fra le tombe che vede, ma noi non lo sappiamo ancora, c'è quella di una certa Alice Ayres. Dan ricorda di esserci stato: ci è andato col padre quando la madre è morta. È una prima traccia del passato di un personaggio, e coincide con una nuova tappa nel suo presente. Dan non le ha ancora chiesto il suo nome, né nulla del suo passato.
Qualche anno e tre scene dopo, Dan si sta facendo fotografare da Anna per il suo libro, di cui non sappiamo dettagli se non che parla di Alice. Il film ci ha nascosto quello che Alice gli ha detto di sé. I due sono fidanzati adesso, e Anna è separata. Anna ritrae volti di estranei, e con le mille e più foto raccolte organizzerà mesi dopo una mostra in cui si incontreranno Alice e Larry (Clive Owen), che Anna conoscerà grazie ad una chat erotica fra lui e Dan. Dan pensa che con le foto Anna rubi (o come dice lei, prenda in prestito) le vite degli altri; Anna pensa che Dan stia sprecando la vita di Alice. Salvare, rubare, prendere in prestito, sprecare le vite altrui. I personaggi di questo film fanno tutte queste cose. Un'incapacità di gestire la verità li porta ad agire esclusivamente per egoismo vedendo quello che vogliono vedere e facendo quello che gli sembra renderli più felici in quel momento.
«È un inganno. C'è un branco di estranei tristi fotografati da Dio e tutti i fighetti stronzi che si dichiarano amanti dell'arte dicono "Bello" perché è questo che vogliono vedere. Ma le persone nelle foto sono tristi. E sole. Però le foto fanno credere che il mondo sia bello e così... Sì, la mostra è rassicurante. Quindi un inganno. E un bell'inganno piace a tutti quanti».





















