29/12/2007 | di Alberto Di Felice
*½ Non essendo conoscitore dell'opera letteraria di Philip Pullman da cui è tratto il film adattato (con Tom Stoppard) e diretto da Chris Weitz (primo di una trilogia, col secondo capitolo annunciato per il 2009; non si sarà chi ne sarà alla guida), non ho tutti gli strumenti per decodificarlo. Anche se sono disposto ad accettare il fatto che questo è tecnicamente solo un primo episodio, lo sono però meno ad accettare il fatto che il film non si sforzi granché non tanto di farmi intuire subito più o meno chiaramente cosa c'è dietro, ma neppure di convincermi con quello che ha a disposizione (che, si intuisce benissimo, non è da buttare) che ci sia qualcosa per cui valga la pena aspettare.Da un punto di vista strettamente narrativo, questo film è ben poco chiaro. Sia perché quello che si vede si tende a farlo scorrere via veloce, dando la chiara impressione di star facendo un riassunto, sia perché appunto i potenziali temi non sono mai messi a fuoco. Il risultato è che se non si conosce già cosa era nella testa di Pullman l'unica cosa che si può capire è la scarna storia, ovvero vedere cosa combina questa ragazzina (Dakota Blue Richards) con la sua bussola d'oro. E anche da questo punto di vista, come dicevo, non c'è molto di cui rimaner soddisfatti, perché la regia di Weitz non sa di preciso che atmosfera d'insieme e che tempi imporre.
Più che Le cronache di Narnia, rispetto al quale leggo si pone filosoficamente agli antipodi (un sottofondo anti-clericale che su pellicola mi sembra non lasciare molte tracce), siamo dalle parti di Eragon dell'anno scorso. Soprattutto per la fretta nell'adattamento. Anche se manca quel ridicolo involontario (o volontario, ovvero un Irons disperato di trovarcisi) e se si avverte che il materiale letterario di partenza ha uno spessore diverso. Per questo la delusione è maggiore.
















