03/01/2008 | di Alberto Di Felice
Quattro minuti* È davvero deprimente che un film del genere sia arrivato nelle sale. Di più: presentato a Toronto e Berlino. Ancor più deprimente è vedere che flotte di gente che teoricamente dovrebbe capire qualcosa di cinema l'abbiano non solo preso per buono, ma si siano addirittura esaltate. In Germania, in Italia e altrove. Quattro minuti, diciamolo subito, è null'altro che uno scadente film tv di produzione tedesca. Ma il vero dramma è che questo è assolutamente e palesemente oggettivo.

Fallimentare sin dalla sceneggiatura, dello stesso regista Chris Kraus, che se avrebbe potenzialmente temi da sfruttare non sa come evitare di esporli nella maniera più triste, o semplicemente sciatta. Al centro la solita storia di riscatto vista mille volte, guarda un po' di un giovane (una giovane) genio incompreso dal mondo e dalla vita, che a farle da mentore ha una vecchia insegnante cocciuta che se non ha dovuto rinunciare alla sua carriera di pianista ha un trauma dietro l'attaccamento all'allieva. È lesbica, ma visto che siamo in Germania un tempo era anche nazista e la sua compagna comunista —e dunque giustiziata. Qualche flashback che non si capisce benissimo cosa dovrebbe spiegare tranne la storiella saffica, simbolismi e parole spicciole, nessuna idea di regia se non nella prima inquadratura (tutt'altro che illuminante, comunque) con le libere rondini che volano opposte al filo ad alta tensione della prigione.

Mi scuso per lo squallido tono della mia sinossi, ma di fatto la "storia" è questa, resa così, e non riesco a far di meglio. La sceneggiatura, ripeto, è pessima ma qualche buona idea strutturale l'avrebbe: se il film l'avesse riscritto e ridiretto qualcun altro sarebbe potuto essere il film che in molti descrivono. Questo, francamente e senza appello, è quanto di peggio si possa immaginare.
Confondere buoni temi per un buon film è cosa che si pensa possa far solo la peggior parte della critica istituzionale (o Mollica e i suoi amici), e invece. C'è molta più dignità in Banderas che fa l'ennesimo professore di belle speranze nel ghetto che in un filmaccio come questo che ha ambizioni di poeticità.
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Commenti
#1   03 Gennaio 2008 - 21:24
 
"...Ma il vero dramma è che questo è assolutamente e palesemente oggettivo..."

Basterebbe questo passaggio per invalidare nell'arroganza la tua recensione...
Confondere un'interpretazione e le sue prove per la verità è roba da Inquisizione... ;)
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#2   03 Gennaio 2008 - 23:23
 
Avresti ragione in ogni altra occasione. Non penso di esser stato arrogante, ma non sono scemo; né penso che tu sia scemo. Però se non sei in grado di vedere che questo è un film tv davvero non abbiamo di che discutere.
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#3   04 Gennaio 2008 - 00:57
 
ke possa avere tratti da film tv (specie in alcuni tocchi di regia nella parte centrale) e che il soggetto non sia il massimo ok. ma che i tocchi emotivi o il modo trascinante con cui risolve la suspense nel finale siano squallidi mi sembra evidente...
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#4   04 Gennaio 2008 - 01:13
 
Vedo che parli per eufemismi. Il fatto è che non posso spiegare più di tanto perché questo film faccia schifo: il film parla per sé. L'unico modo che hai per difenderlo è metterti a parlare dei temi, casomai facendo riferimento alla non meglio precisata "pacatezza classica" usata dal regista. E' una cosa che Mollica fa ogni giorno: "E infine vogliamo consigliarvi un film che ci è piaciuto davvero molto, diretto con garbo ed eleganza". Se ti metti a fare un'analisi seria non puoi non scoprire di star parlando del nulla, di un film che ti sei fatto in testa guidato da non so quale autonoma fascinazione per i temini messi in fila così maldestramente. E non fa schifo solo perché io non mi son commosso e non ho trovato il finale trascinante (ad esempio, io alla fine della "trascinante" esibizione al premio ho potuto solo rire tra me e me: "Adesso facciamo una bella pausa di silenzio; ralenti sulla pianista esausta al culmine finale del suo vigore, il pubblico che si guarda con qualche vociatina di sgomento, qualche carrello/gru, le luci che sguisciano a destra e a sinistra, e poi boom-- APPLAUSO!!!". Poi avendo visto (più o meno) il tutto avverarsi nel più triste dei modi ho esclamato a piena voce un bel vaffanculo liberatorio), ma perché se accendi Canale 5 un pomeriggio qualsiasi vedrai lo stesso modo di usare una carrellata, lo stesso modo di usare le musiche e i dialoghi, lo stesso modo di usare i personaggi secondari, lo stesso patetismo dei sentimenti da bei temi. Il fatto è che mediamente un qualsiasi episodio della Rosamund Pilcher tedesca è fatto meno coi piedi di questo filmetto arrivato a Berlino-- Questo, ripeto, è oggettivo. Non c'è nessuna presunzione in quello che scrivo, e se non possiamo esser d'accordo su una cosa così palese davvero non so dove potremo finire.
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#5   04 Gennaio 2008 - 01:39
 
a prescindere dalla ragione o dal torto, è la tua presunzione di oggettività a rendere indisponente una discussione che poteva essere interessante. come a chiudere le porte, come a dire il sole è giallo, se lo vedi blu non sei altro che un pazzo con cui non posso ragionare...
e allora tanto vale mettere qualche critico al rogo...
se a me il film è piaciuto è ne per i temi ne per la composta pacatezza; ma per come una materia da romanzo d'appendice sia diventata un appassionante melo. che poi possa essere simile a un film per la tv m'importa fino a un certo punto se ne sono uscito soddisfatto...
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#6   04 Gennaio 2008 - 01:53
 
Perdonami, ma la tua non è una risposta. Questo non è oggettivo, è solo la mia opinione. Cioè, puoi lasciare uno sgrammaticato che non sa nulla di cinema dire che "il film è bello perché m'è piaciuto e me so' emozionado tanto". Noi dovremmo avere l'aspirazione di scavarci sotto. O più semplicemente di saper riconoscere quello che abbiamo davanti agli occhi: qui basta davvero poco, basta guardare due minuti, ma anche meno. Io sono aperto alla discussione, e lo dimostra il fatto che sto discutendo: non ti sto mandando affanculo dicendoti che sei un pazzo. Però tu continui a dirmi "appassionante": questo come ben sai non vuol dire nulla. Anche il fatto che a molti sia piaciuto (e leggendo ho visto che giustamente non possono che giustificare dicendo che l'hanno trovato toccante e appassionante: vorrei vedere--) non vuol dire che si possa ragionevolmente argomentare che questo film non ha quei bei difetti (chiamiamoli così per smussare gli angoli, sennò non mi parli più--) che dico io. Io sto parlando con uno che ha fatto il DAMS, santo cielo-- Non puoi tirarmi fuori il giochetto dialettico vecchio come il cazzo de "l'oggettività non esiste"--
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#7   04 Gennaio 2008 - 02:19
 
l'ho visto mesi fa, se vuoi ti posso postare la mia rece dell'epoca...
http://www.cineclick.it/recensioni/archiv/quattrominuti.asp
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#8   04 Gennaio 2008 - 10:12
 
Letto, anzi riletto. La tua recensione conferma appunto che si parla dei temi-- Al film c'è qualche accenno, peraltro sempre vaghe opinioni sulla secchezza della regia.
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