03/01/2008 | di Alberto Di Felice
The Good Shepherd - L'ombra del potere** Ignoro cosa pensa di aver dimostrato Robert De Niro con questo film. Nel film non si vede granché. Viene raccontata, come si può leggere nelle sinossi un po' ovunque, la nascita della CIA inventando personaggi immaginari che riassumono qualcosa di quelli reali, e soprattutto attraverso la vita di Edward Wilson (Matt Damon) dalla sua "setta" all'università fino agli eventi successivi alla fallita invasione alla Baia dei Porci nel 1961.

De Niro deve evidentemente avere l'ambizione di dire qualcosa di importante sul potere nel presente. Ma il film, che è sceneggiato dall'Erich Roth di Munich, preferisce la scorciatoia di fare della vita di un uomo il veicolo (motore/vittima) del tutto. Il che non sarebbe neanche sbagliato in sé, se effettivamente si riuscisse ad organizzarci un qualche discorso attorno.
Invece, alla fine De Niro si è assicurato solo la presenza di alcune frasi sagge e lungimiranti, pronunciate tra l'altro predominantemente proprio da lui (e dal sempre ottimo Michael Gambon), ma che non finiscono nella sostanza da nessuna parte annacquate dai banali lidi in cui approda la storia privata di Wilson.

Dopo poco più di un'ora nella quale le doti narrative di De Niro sembrano confezionare un discreto esemplare di cinema civile da major e fornire un buon quadro d'insieme (ricco cast: oltre a Gambon,
William Hurt, Alec Baldwin, John Turtutto, Billy Crudup, un cammeo di Joe Pesci), tutto si incupisce (anche perché De Niro sembra felice di lasciare che Damon se ne stia tutto il tempo fermo immobile con un'espressione tetragona: che Wilson venga reso privo di affetto e anima l'abbiamo capito, non mi sembra il caso di insistere così fieramente) nel fallimento di un marito (di Angelina Jolie) ed un padre (di Eddie Redmayne). Per finire con un parallelismo fra il suicidio del padre (Timothy Hutton) e l'uccisione della futura moglie del figlio che francamente non dice nulla. O almeno non dice nulla di interessante.
archiviato in: recensioni
commenti (1)(popup) | commenti (1)
Commenti
#1   03 Gennaio 2008 - 21:35
 
la parte familiare appesantisce, ma è utile e coerente al progetto, che magari poteva essere più ficcante, ma anche così com'è m'è sembrato un bel film ambizioso e complesso...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ManuLele81

Commenti