23/02/2008 | di Alberto Di Felice
*** È un film fatto tutto di panoramiche e carrelli, che a volte si fermano sulla natura morta della città di Fengjie. Sin dall'inizio, che passa dai volti dei passeggeri di un battello allo squarcio di paesaggio che improvvisamente si apre quando compare il protagonista maschile Han Sanming (personaggio e attore con lo stesso nome). I due personaggi, lui e la protagonista femminile Shen Hong (Zhao Tao), servono nella sostanza per guidare la camera nei suoi movimenti laterali (quante volte vediamo un battello scorrere sullo sfondo?) ad inquadrare una cittadina in smantellamento, nel Sud non ancora Guangdong, e dunque nalla Cina marittima interna che il boom della globalizzazione da esportazione non lo conosce ancora come si spererebbe.Sono infatti solo relitti del passato ad arrivare ed abitare in questa cittadina, che sta per essere sommersa da un progetto bell'e vecchio che però il partito comunista cinese pensa ancora esser utile. Siamo dunque in una Cina dove si palesa un paradosso odierno, dove la Storia viene inondata e gli edifici solo demoliti. Han e Shen hanno qualcuno da incontrare, perso sedici o due anni prima, e nell'arrivo di questa distanza temporale, che parzialmente è anche distanza (che può essere anche abissale) nello sviluppo fra i luoghi da dove arrivano e questo luogo dove arrivano, c'è un primo elemento critico.
Nonostante il tempo sia passato, anch'esso figurativamente in una carrellata su una serie di orologi, queste persone sono ancora burocraticamente demolite nella loro libertà di movimento. Uffici del partito stabiliscono ancora dove vivono i cittadini (anche sotto un ponte), chi lavora dove, che lavoro fa, quale braccio ci rimette. E dunque la gente si adatta, gestisce le cose a modo suo: le mogli e le amanti si comprano, i debiti si pagano dandosi in pegno. Fare domande, come fa Han, infastidisce (il marinaio con la testa fasciata che gli si scaglia contro). Si sviluppa un'economia parallela di scambio, che ignora passivamente il circostante nonostante UFO e palazzi mostruosi che decollano come razzi. Del resto, se non meraviglia che quel mostro sia stato piazzato lì, perché mai dovrebbe meravigliare se vola via?
















