12/03/2008 | di Alberto Di Felice
***½ Sul delirio e rilettura montypythonian-orwelliana del buon Terry Gilliam ci sarebbe da fare un elenco di stramberie. La più evidente sono le tubature che escon fuori dalle pareti di questa società britannica da qualche parte nel ventesimo secolo. Sono ovunque. Quello che non si dovrebbe vedere è piazzato in bella mostra, ed è l'autostrada integrata sulla quale viaggia il regime burocratico, le cui armi sono foglietti risucchiati su e giù dentro tubi fra i vari uffici governativi. Oltre all'esercito e alla tortura, vabbe'.Il film gode ovviamente e necessariamente del potere significativo delle scenografie (di Norman Garwood e Maggie Gray), che pensano un meccanicismo espressionista dell'assurdo che precede l'umorismo, basato sul nonsense del contrappunto. L'esempio più evidente è la scena al ristorante (le tubature fanno da decoro centripeto nella grande sala, e nessuno le nota), nella quale il montaggio ed i movimenti di macchina spezzettano la frenesia dei dialoghi. L'unico a non conformarcisi, l'unico che lotta e che dunque ce la fa percepire più chiaramente, è il protagonista Sam Lowry (Jonathan Price), che però a fine scena sarà anch'egli insensibile all'esplosione e mangerà tranquillo, lamentandosi solo della sua "bistecca" che non è al sangue (e d'altronde difficilmente potrebbe esserlo).
In questa scena, oltre a mamma ed amica (Katherine Helmond e Barbara Hicks) intente a raccontarsi come al solito fra le altre cose i loro progressi chirurgici, il cameriere Spiro (Bryan Pringle), avversario di Sam, è uno dei secondari memorabili, già da come "fiuta" di spalle l'arrivo di Mrs. Lowry ad inizio sequenza. Gli altri (si potrebbe anche fare i nomi del fido Michael Palin e del Dr. Jaffe di Jim Broadbent) sono Ian Holm, barbino superiore sottordinato emblema del parassitismo, sguardo-sadico Bob Hoskins in un anticipo di Super Mario e un Robert De Niro poeta dell'autoderisione. «Non lo faccio per soldi, lo faccio perché è emozionante».
È quest'ultimo il vero paradosso del film, e non a caso nella risoluzione immaginaria di Lowry questo addetto alle riparazioni non asservito al Central Service si trasforma nel terrorista che tutti cercano. Il folle paladino di un 1984 con sghignazzata eversiva.
















