19/03/2008 | di Alberto Di Felice
** [6] Chiaramente ispirato alla fantascienza anni '80, The Last Mimzy è non a caso diretto da Robert Shaye, produttore ancora oggi di numerose pellicole horror/sci-fi/fantasy, fra le quali la trilogia degli Anelli jacksoniana. E non a caso è tratto dal racconto “Mimsy Were the Borogoves” di Henry Kuttner e C. L. Moore, autori che hanno ispirato anche un episodio della vecchia serie Ai confini della realtà, omaggiata in quegli anni da Landis, Spielberg, Dante e Miller. Il film è apparentato soprattutto con la visione spielberghiana dell'infanzia, e in particolar modo quella di E.T. ed Incontri ravvicinati del terzo tipo, ai quali si rifà abbondantemente anche in punto di trama.Piacevole forse più per ragazzi che per l'intera famiglia, abbraccia la fede incrollabile nel potere veicolativo dell'innocenza infantile, non evitando quel fondo sostanziale di spontanea credulità —quella che in qualche modo Spielberg ora ha (sta cercando di farci credere di aver) riveduto e corretto— ben presente nei diretti modelli. Tuttavia è proprio qui il piccolo fascino del film, che esattamente come questi ultimi racchiude un apertamente ottimista "messaggio" di universalità e scoperta, ancora ancorato alle proprie origini fanciullesche e ad un immaginario di gioco soprattutto maschile, nonostante in questo caso sia una bambina ad avere più peso.
Troviamo così un fratellino e una sorellina (Chris O'Neil e Rhiannon Leigh Wryn), ovviamente lui maggiore, che vengono in contatto per caso con una presenza extraterrestre e devono poi lottare per difenderla e comprenderne la natura, così simile alla loro, che gli adulti non vogliono comprendere. Pecca più in vista del film, se di pecca in senso stretto si può parlare, è probabilmente quella di buttare nel quadro riferimenti new age orientaleggianti, tuttavia stemperati dall'ironia dei "santoni" in cerca di numeri del lotto, il maestro di scienze e sua moglie (Rainn Wilson e Kathryn Hahn).
Oltre alla diversa famiglia, che al contrario di quelle di Spielberg è unita e felicissima impicci del lavoro del babbo permettendo, Mimzy aggiorna l'intervento dei militari all'epoca della paranoia da attentato post-9/11, messa in celia dalla presenza del colosso Michael Clarke Duncan, altro volto che richiama nello spettatore un'innocenza perduta, e alla crisi ambientale del nuovo millennio. Gli alieni (che poi sarebbero la tecnologia Intel del futuro rimandata nel passato), insomma, vogliono che ritroviamo la bontà della piccola Emma per capire che così proprio non si può continuare.
pubblicata su Cine Zone
















