02/04/2008 | di Alberto Di Felice
L'amore secondo Dan** [6+] Un'altra riunione di famiglia, dopo quella del piccolo gioiellino Schegge di April, è al centro del nuovo sforzo dell'apprezzabile sceneggiatore Peter Hedges, alla sua seconda regia. Il film si sceglie un soggetto di certo non fra i più originali, con personaggi e situazioni per lo più formulaici, indovinando però un sottofondo di discorso sulla famiglia e le fissazioni di controllo associate. Protagonista è il solito padre single, Dan Burns (Steve Carell), vedovo con tre figlie di diversa età (Alison Pill, Brittany Robertson e Marlene Lawston), che si innamora per caso della classica fidanzata (Juliette Binoche) del fratello (Dane Cook, Mr. Brooks).

Gli sviluppi della trama sono ampiamente anticipabili, ammesso che questo sia un problema, anche se mai pesanti dato il sostanziale equilibrio di tono (i due interpreti principali aiutano col garbo che è loro proprio) e ritmo di questa commedia. La quale viene tuttavia caratterizzata nel farsi leggere dal fatto che Dan è un famoso editorialista, che si occupa nella sua rubrica proprio dei quotidiani problemi di famiglia dei suoi lettori. Da padre di tre figlie, una delle quali alle prese con quello che forse è il primo amore importante, naturalmente da lui incompreso (forse—sotto sotto, anche se non se ne fa esplicita menzione—anche perché è ispanico?), si troverà date le nuove evoluzioni a riflettere (aiutato anche da un agente della stradale) su sé stesso e su quanto effettivamente valgano i suoi equilibrati consigli (o meglio, conservatrici ricette pronte di falsa responsabilità) per costruire la perfetta famiglia americana media.

Sul canovaccio di quella che rimane pur sempre una modesta commedia di situazioni si va dunque delineando un minuscolo quadro sulla libertà che si concede a sé stessi e ai propri figli, e più in generale sulle fondamenta dei rapporti familiari. Anche i genitori di Dan, a riprova, sono ancora ben lontani, con la scusa autoassolvente del fin di bene, dal lasciare che l'adultissimo figlio pensi autonomamente a come gestire la propria maturità, tanto che lo forzano ad uscire con Ruthie (Emily Blunt), che—potrete intuire—fungerà da valvola di sfogo per non tradire nessuno nel finale.

Il resto, come detto, è non propriamente nuovo (infastidisce probabilmente solo il personaggio del fratello un po' ottuso, non aiutato tra l'altro dall'interprete), né rutilante nell'esecuzione. Ci si può comunque accontentare di un racconto discretamente equilibrato, senza grossi buchi di ritmo (a patto di sorbirsi qualche scenetta di rito, vedasi quella al bowling) e con un minimo spunto di riflessione non gratuito.

pubblicata su Cine Zone
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Commenti
#1   03 Aprile 2008 - 13:06
 
Sono ancora molto indecisa se recuperarlo in extremis o aspettare...ma da quello che mi dici forse è meglio aspettare...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ale55andra

#2   03 Aprile 2008 - 13:12
 
Sì, beh non muore nessuno. Però un film che mi è sembrato non sciocco, e discretamente piacevole. ;)
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#3   03 Aprile 2008 - 17:32
 
Mi era proprio sfuggito che dietro questo film ci fosse Hedges!!! "Pieces Of April" è stato una bella rivelazione, un film che rivedo spesso con piacere anche perchè poggia su una delle migliori interpretazioni della Clarkson!!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Iggy

#4   03 Aprile 2008 - 19:33
 
Clarkson che tra l'altro vale sempre la visione. Beeeello Pieces of April, sì.
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