02/05/2008 | di Alberto Di Felice
* [3] Il personaggio di Eva Longoria, ora "in Parker" dopo il recente matrimonio col cestista Tony Parker dei San Antonio Spurs, dà talmente ai nervi da far perdere il controllo persino all'angelo senza ali (Kali Rocha) che deve spiegarle qual è la procedura amministrativa da seguire se vuole entrare in Paradiso. Nonostante ciò, Kate ha un promesso sposo, Henry (Paul Rudd), che la sopporta e ama al punto da essere a pezzi per un anno intero dopo la sua morte il giorno esatto delle nozze, ad opera di un angelo di ghiaccio anch'esso senza ali.Dal film di Jeff Lowell si capisce quali scipiti baggiani debbano essere i californiani, dando per scontato che tutti i californiani della metà Sud siano come i personaggi di Over Her Dead Body. Non meraviglia che Henry non trovi niente di meglio da fare che scegliere fra l'insopportabile megera cui ahilui è scampato e la ciarlatana dei tarocchi Ashley (Lake Bell): vive nel nulla assoluto, fra persone cui interessa al massimo stabilire (come a lui, del resto) se sono meglio i cani o i gatti. Pensate alla sorella Chloe (Lindsay Sloane): non si sa cosa faccia nella vita tranne frequentare (si intuisce) estetisti, negozi d'abbigliamento e maghe dell'occulto, o rubare il gatto della vicina. La mantiene Henry, o forse ha studiato da ereditiera a Las Vegas? Per tacere di chi (Jason Biggs) per cinque anni si dedica ad un'attività chiamata "fingersi gay per conquistare l'amica", che deve aver appreso dal manuale "Metrosexual for dummies".
Fatto sta che Chloe ha il diario, rigorosamente rosa, della defunta, e lo dà alla maga dell'occulto per aiutarla a gabbare il fratello facendolo uscire dalla depressione cronica. E poi si aspetta che la ciarlatana rimanga professionale. Questa, come fosse l'unica, non è semplicemente un'asinata di scrittura: sta lì, in tutto questo agiato contesto, a rendere edotti circa la deficienza culturale da cui è prodotto e da cui sono prodotti i personaggi. Manca addirittura qualcosa da prendere in giro: i personaggi sono chiaramente dei babbei, va bene, ma tutto il resto è a posto.
Pensiamo a come si risolvono le cose. Capite da soli che la defunta adesso è un fantasma nel limbo, e che il fatto che l'amato si stia rifacendo una vita non le va a genio; potrebbe accadere o che d'improvviso resusciti ricomponendo la coppia, oppure che si rassegni. Qui accade la seconda cosa, e per farla accadere servono due donne odiose e stupide che si contendono un uomo noioso e citrullo. E dove, secondo voi, il fantasma nel limbo può realizzare l'errore compiuto? In un supermercato! Una ricetta perfetta per il californiano senza cervello: le risposte le trovi al supermercato.
Non c'è nessuna ironia, purtroppo, e questo filmetto da poco, a ragionarci su, è proprio uno spicciolo elogio del consumismo matrimoniale e veterinario in vite cui non è richiesto di pensare ad altro. Se volete la prova definitiva che l'universo di questo film è popolato da imbecilli addormentati, sappiate che la maga dell'occulto, che è assillata da un bel pezzo dal fantasma, non capisce neanche che gli insistiti rumori sgradevoli che provengono dal cliente-amante sono opera della megera fantasma. C'è ben poco da ridere anche venendo a queste "situazioni comiche".
pubblicata su Cine Zone
















